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Sardine ovunque: ora anche a Pisa, Siena e Carrara. E Salvini vuole incontrarle



«Per me questa è la battaglia tra noi e la "bestia", tra oppressi di ogni colore e cultura e oppressori», ha postato una delle sardine pisane. Una battuta, che però spiega dove siano finiti i sospetti dell’«Italia che non si lega» domenica, quando d’improvviso Facebook ha oscurato le “6000 sardine”, versione bolognese ormai diventata crocevia di ogni flash mob organizzato nel Paese, la base virtuale di piazze che di giorno in giorno diventano sempre più reali e affollate. Tutte e due, tornate visibili nella notte, sono state censurate da un riflesso condizionate dell’algoritmo perché prese di mira da un bombardamento di segnalazioni. Nessuno ha dubbi da dove siano arrivate: «La Bestia ci oscura perché ha una paura fottuta delle nostra piazze», è il refrain.

Difficile stabilire se ci sia davvero la mano della macchina social salviniana, a meno che Facebook non decida di rivelare l’identità di chi ha “denunciato” le sardine. Che un po’ ovunque stanno organizzando la contraerea. A cominciare da quelle pisane. «Ho creato la pagina una settimana fa. Conta già 4mila utenti. Ho chiesto d altri 4 membri di darmi una mano. Ho scelto i moderatori più pacati, meno rissosi. Contro il linguaggio d’odio serve una rivoluzione gentile. E fra di essi c’è anche una ragazza bravissima a scovare troll», racconta Tamara Nocco, stilista con il cuore a sinistra e da ieri, oltre che animatrice della pagina Pisa si slega, è anche organizzatrice del flash mob che andrà in scena nella città della Torre il 15 dicembre (Piazza dei Cavalieri, ore 18).

Certo, da qualunque parte provengano gli attacchi, non sembrano fermare la capacità di far presa sull’opinione pubblica di un movimento per ora molto fluido, tenuto insieme dalla difesa dei valori costituzionali e dall’anti-salvinismo, ma lontano dai partiti. Ieri a Parma c’erano 10 mila persone e stanno proliferando appuntamenti ovunque. Anche in Toscana. A Siena, le sardine scendono in piazza del Campo il 6 dicembre, sabato 7 dicembre in piazza delle Erbe a Carrara (ore17.30), luogo simbolo della lotta antifascista. E il 15, appunto, un giorno dopo piazza del Popolo a Roma, la mobilitazione approda a Pisa.

Ma l’attesa resta per sabato 30 novembre a Firenze. Se Matteo Salvini – cioè lo squalo, nell’immaginario di questa itto-politica – sarà al Tuscany Hall per una cena con mille invitati e l’obiettivo di ufficializzare il nome del candidato per le regionali, in Piazza della Repubblica (ore 18.30) scenderà “La Toscana non si lega”. Su Facebook conta oltre 12mila partecipanti e 35 mila interessati. «Ci aspettiamo più di 10mila manifestanti», dicono dalla questura fiorentina. Trenitalia potrebbe decidere di aumentare l’offerta dei treni. Insomma, un’onda che cresce. E che Salvini sembra temere molto più di Pd e M5S. «Mi lascia perplesso che scendano in piazza contro l'opposizione», smorza dicendosi pronto ad incontrarli: «Basta che dall'altra parte non ci sia solo l'insulto».

Difficile riescano a fermare l’onda i “Pinguini” sovranisti, la controffensiva un po’ bambinesca e per ora solo social. C’è anche un gruppo toscano con base a Livorno, creato tre giorni fa: «I pinguini toscani mangiano le sardine”: 341 membri. «Per chi non l’avesse capito – hanno scritto le sardine bolognesi ieri – ogni attacco sui social riempirà semplicemente più le piazze».

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